Retrospectrum, la retrospettiva di Bob Dylan

Written by | ARTE

Visitabile fino al 30 aprile 2023 al MAXXI di Roma

Sofia Bucci

Al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, dal 16 dicembre 2022 fino al 30 aprile 2023, è possibile visitare la mostra BOB DYLAN. Retrospectrum, a cura di Shai Baitel, prima retrospettiva in Europa dedicata alle opere di arte visiva di una delle più importanti icone della cultura contemporanea mondiale. 
Dopo essere stata al MAM di Shanghai e al Patricia & Phillip Frost Art Museum di Miami, la mostra approda a Roma in una versione completamente ripensata per interagire con gli spazi dinamici e avveniristici del MAXXI di Zaha Hadid. Esposte oltre cento opere tra dipinti, acquerelli, disegni a inchiostro e grafite, sculture in metallo, materiale video, che esplorano oltre cinquant’anni di attività creativa di Bob Dylan. 

Dice lo stesso Bob Dylan: È molto gratificante sapere che le mie opere visive siano esposte al MAXXI, a Roma: un museo davvero speciale in una delle città più belle e stimolanti del mondo. Questa mostra vuole offrire punti di vista diversi, che esaminano la condizione umana ed esplorano quei misteri della vita che continuano a lasciarci perplessi. È molto diversa dalla mia musica, naturalmente, ma ha lo stesso intento

I lavori esposti mettono in luce quei motivi che da sempre fanno parte dell’immaginario di musicista di Dylan e che tornano, sotto forma di disegno e di colore, anche nei suoi dipinti. Come scrive lui stesso nel catalogo della mostra (a cura di Shai Baitel e pubblicato da Skira), le sue opere d’arte visiva raccontano il paesaggio americano come lo si vede attraversando il paese, osservandolo per quello che è. Restando fuori dalle grandi arterie e percorrendo solo strade secondarie, in totale libertà. Grandi metropoli, paesaggi brulli e sterminati, binari ferroviari, strade aperte, automobili, camion, pompe di benzina, motel, baracche, bar, negozi, cortili, cartelloni pubblicitari, insegne al neon: come nelle sue canzoni e nelle sue poesie, anche nei suoi dipinti Dylan rende poetica l’America più profonda.

Scelgo le immagini per ciò che significano per me – scrive – Questi dipinti hanno il realismo dell’istante, arcaico, statico perlopiù, ma comunque percorso da un fremito.  Sono il mondo che vedo o ch e scelgo di vedere, di cui faccio parte o in cui entro. Ad ogni modo, questo è il mio lavoro.

Per l’occasione, verrà donata al museo un’opera di Dylan che arricchirà la collezione pubblica nazionale del MAXXI. Un lavoro che nasce intorno alla celebre canzone del 1965 Subterranean Homesick Blues, che vanta il primo (e forse più celebre) video musicale della storia. Nel video, Dylan fa cadere al ritmo della musica una serie di fogli con il testo della canzone, scritti la sera prima da un gruppo di amici, fra cui Allen Ginsberg, riconoscibile nel film. Nel 2018, Dylan ha riscritto questi testi su 64 cartelli, allestiti a comporre una parete di fianco allo schermo. Subterranean Homesick Blues Series unisce così arti visive, parole e musica.

 

IL PERCORSO DI MOSTRA

Il percorso di mostra si articola in otto sezioni che ripercorrono il viaggio di Dylan nelle arti visive e, al contempo, ci fanno entrare in contatto con la sua creatività di musicista, poeta e artista: Early Works, The Beaten Path, Mondo Scripto, Revisionist, The Drawn Blank, New Orleans, Deep Focus, Ironworks.

Early Works presenta una serie di disegni degli anni Settanta nei quali Dylan prende nota della realtà che lo circonda, di ogni immagine che ha a portata di mano, disegnando a piena pagina figure e oggetti. È del 1973 Writings and Drawings, un volume che raccoglie i brani musicali scritti tra il 1961 e il 1972. Queste illustrazioni anticipano i lavori del 2018 quando, con Mondo Scripto, l’artista torna a far dialogare musica e arte visiva realizzando una serie nella quale i testi scritti a mano delle sue canzoni sono accompagnati da disegni originali che richiamano i titoli o i momenti chiave dei brani stessi.  

Cos’ero solito disegnare? Beh, direi che iniziavo con qualsiasi cosa fosse a portata di mano. Mi sedevo al tavolo, prendevo una matita e un foglio e disegnavo la macchina da scrivere, un crocifisso, una rosa, matite, coltelli, spilli, scatole di sigarette vuote. Dichiara Dylan.

The Beaten Path è un ritratto del paesaggio americano, un viaggio visivo attraverso gli Stati Uniti per intravedere la bellezza in quei luoghi dimenticati che fanno da sfondo alla vita quotidiana. Le opere mostrano scorci di motel e tavole calde sempre aperte, di luna park abbandonati e di auto d’epoca, di grandi palazzi illuminati dai lampioni. In molti casi la strada scandisce la scena con lunghe autostrade che sembrano dispiegarsi all’infinito verso l’orizzonte.

Mondo Scripto presenta alcuni dei testi più noti di Dylan, trascritti personalmente dall’artista e accompagnati da suoi disegni a grafite. Queste combinazioni di parole e immagini sottolineano il nesso profondo e diretto tra la sua arte visiva e le sue composizioni scritte.  I disegni a matita illustrano quel dialogo tra immagine e testo, passato e presente, che – grazie al continuo flusso creativo che alimenta l’arte di Dylan – ha cambiato il rapporto tra musica e parole. Di questa serie fa parte Subterranean Homesick Blues Series.

Revisionist è una serie in cui Dylan rielabora la grafica, le parole e il contenuto cromatico delle copertine di celebri giornali, da “Rolling Stone” a “Playboy” a “Life”, per trasformarle in nuove immagini serigrafate di grandi dimensioni. Perché hai bisogno di dare continuamente nuove forme alle cose? Perché è la natura stessa dell’esistenza. Nulla resta dove è molto a lungo. Gli alberi crescono, le foglie cadono, i fiumi si prosciugano e i fiori muoiono. Ogni giorno nascono nuove persone. La vita non si interrompe. Sono le parole di Dylan.

The Drawn Blank è una sorta di diario illustrato nel quale sono raffigurate istantanee della vita in strada: ritratti, luoghi storici, panorami e angoli nascosti. La serie nasce da una raccolta di schizzi a matita carboncino e penna realizzati tra l’89 e il ‘92 durante le tournée in America, Europa e Asia. Negli anni, Dylan ha più volte modificati i disegni, aggiungendo dettagli, colore e profondità.  

New Orleans è la serie che immortala il legame tra Dylan e New Orleans, città natale del jazz, situata all’estremità meridionale della Route 61, una delle strade più famose d’America, nota anche come “The Blues Highway”, la strada del blues, che attraversa da nord a sud la sezione centrale degli Stati Uniti, passando per i luoghi dell’infanzia di Dylan. In ogni angolo di New Orleans, l’occhio dell’artista individua infiniti spunti per le sue opere; i gesti e le abitudini dei suoi cittadini sono per Dylan fonte di ispirazione che si traduce, sulla tela, in scene di vita quotidiana dove viene privilegiato uno sguardo ravvicinato, capace di creare una certa intimità tra i soggetti ritratti e chi li osserva. Dylan descrive così il suo lavoro: Ci sono molti posti che mi piacciono, ma nessuno come New Orleans. Questa città offre in ogni momento mille angolazioni diverse da cui guardarla…Qui nessun comportamento sembra fuori luogo. La città è un’unica, lunghissima poesia.

Deep Focus sono dipinti con particolari inquadrature e tagli dell’immagine, composizioni suggestive e spesso misteriose, sospese tra vita e teatro, che si ispirano allo spirito documentaristico della fotografia e del cinema. Il titolo fa riferimento a una tecnica cinematografica in cui la narrazione è il risultato della combinazione di primo piano, secondo piano e sfondo, tutti contemporaneamente a fuoco per poterne distinguere i dettagli a ogni profondità. Tutte queste immagini provengono da film e cercano di evidenziare le diverse situazioni cui si trovano a far fronte le persone […] i sogni e i progetti sono sempre gli stessi: la vita che ti si riversa addosso in tutte le sue forme e sfaccettature.

Ironworks. Il percorso di mostra si chiude con una serie di sculture in ferro, strutture funzionali composte da oggetti e attrezzi convertiti a nuovo uso che richiamano, insieme al ricordo dell’infanzia di Dylan nella zona mineraria del Nord del Minnesota, anche l’iconico passato industriale degli Stati Uniti. Dichiara così Dylan: I cancelli mi affascinano per lo spazio negativo che offrono. Possono essere chiusi, ma allo stesso tempo permettono alle stagioni e alle brezze di entrare e fluire. Possono chiuderti fuori o chiuderti dentro. E, in un certo senso, non fa alcuna differenza.

Foto di Sofia Bucci

 

Last modified: Gennaio 9, 2023