LANUVIO, UN TUFFO NEL MONDO CLASSICO

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Una cittadina dalle radici antiche che, tra i suoi panorami mozzafiato, nasconde la sacralità degli antichi romani

di Gabriele Rosatelli

Incastonato tra le dolci colline dei Castelli Romani riposa Lanuvio, piccola cittadina di quasi tredicimila abitanti, un vero e proprio balcone sulle campagne pontine, dall’origine antica e millenaria. La sua nascita, secondo le tante leggende circa la propria fondazione, è attestabile attorno al IX secolo avanti Cristo. I miti di fondazione sono diversi, tutti affascinanti ed immaginifici, in fondo ai quali tuttavia appare chiara la radice greca che ha portato alla nascita del primo nucleo urbano. Importanti le notizie pervenuteci dagli storici latini, i quali inseriscono la cittadina tra i trenta popoli riuniti nella Lega Latina nel VI secolo a.C. che insorsero contro Roma nella battaglia di Aricia e del Lago Regillo. Dopo aver percorso lo splendido centro storico con la sua torre medievale e gli splendidi vicoli dal fascino di un sapore antico, intraprendiamo una salita verso lo storico Palazzo Sforza Cesarini.


La vista di cui è possibile godere dal punto più alto della città ripaga piccola passeggiata in salita, il punto è uno dei più panoramici dei Castelli Romani e permette al visitatore di sognare ad occhi aperti, fantasticando sulla storia nascosta tra le viscere di quelle terre che si perdono a vista d’occhio

La ricchezza di questo parco, però, non risiede unicamente nel panorama di cui gode, bensì nei reperti che custodisce con cura, simbolo di un passato antico che riaffiora con solenne austerità tra i prati del giardino. Costeggiando il muro accanto all’entrata che affaccia su parte del belvedere, si arriva nei pressi dell’antica necropoli lanuvina, un complesso formato un tempo da terrazzamenti artificiali che spalancavano la vista su porticati d’ingresso al santuario di Giunone Sospita. Il lato Occidentale è quello meglio conservato nonostante le distruzioni causate dal secondo conflitto mondiale, da questo lato è infatti possibile notare l’importante struttura di un portico, originariamente a due piani, con un pilastro che aveva il compito di condurre verso il cuore pulsante del santuario. Quest’ultimo doveva essere posizionato al termine di un insieme di grotte e cunicoli, nel cuore dei quali si supponeva vi fosse la grotta più sacra, nella quale veniva custodito il serpente sacro a Giunone Sospita.

 È possibile collocare il complesso architettonico nella seconda metà del I secolo a.C., nel periodo in cui la carica di console venne affidata ad un personaggio di origine lanuvina: Licinius Murena. La peculiare impostazione a terrazzamenti del santuario è possibile ricercarla nelle caratteristiche di altri templi simili di origine greca, come nel santuario di Atena a Rodi, andando a corroborare ancor di più i rapporti tra il complesso urbanistico di Lanuvio ed il suo legame fondativo con la Grecia. Tutto ciò, come detto, venne costruito in favore di Giunone Sospita (dal termine latino che significa “propizia”), divinità della mitologia romana, rappresentata con una pelle di capra sul capo, una lancia in mano ed accompagnata da una serpe. La dea era al centro di una credenza legata a riti propiziatori per il raccolto, facilmente immaginabili come fondamentali per un popolo di agricoltori.


Secondo le testimonianze degli scritti di Cicerone, Lanuvium fu il principale centro di culto dedicato a questa divinità, con il tempio omonimo che rappresentava una vera e propria istituzione nel panorama romano

Oggi molti resti dello stesso sono conservati presso il British Museum di Londra, successivamente agli scavi portati avanti da Lord Savile nel corso dell’Ottocento, momento cruciale nella storia della cultura occidentale per la riscoperta del mondo classico. Nonostante questo, una passeggiata tra le rovine romane di Lanuvio può trasmettere con forza quelle sensazioni di sacralità e gravitas che un tempo riempivano l’aria della splendida cittadina dei Castelli Romani.


Last modified: Dicembre 15, 2023