UN’OASI TRA TERRA E MARE

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Ogni stagione ha il suo volto: la primavera porta i profumi del giardino, l’estate regala tramonti infuocati, l’autunno colora la vegetazione e l’inverno restituisce il lago alla sua dimensione più solitaria e contemplativa. Non un semplice luogo da visitare, ma da ascoltare. Fogliano non grida la sua bellezza, la sussurra a chi ha il tempo e la voglia di fermarsi

di Gabriele Rosatelli

Nel cuore del Parco Nazionale del Circeo, a pochi chilometri da Latina e lambito da una sottile striscia di sabbia che lo separa dal Mar Tirreno, si trova il Lago di Fogliano, il più esteso tra i laghi costieri dell’Agro Pontino. Si tratta di un bacino salmastro, di origine naturale, che si estende per circa quattrocento ettari, protetto dal 1978 come zona umida d’importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar.


Si tratta di un bacino salmastro, di origine naturale, che si estende per circa quattrocento ettari, protetto dal 1978 come zona umida d’importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar

Il lago è immerso in un contesto ambientale straordinariamente ricco e suggestivo. Le sue acque poco profonde e le rive coperte da tamerici, giunchi, salicornie e altre specie tipiche delle zone umide offrono rifugio e nutrimento a una fauna variegata. Il cielo sopra il Fogliano è spesso attraversato da aironi, falchi pescatori, cormorani, fenicotteri e decine di altre specie migratorie che scelgono queste acque come luogo di sosta o di nidificazione. Il paesaggio è quello tipico delle paludi pontine pre-bonifica, in parte conservato e in parte modellato dall’intervento umano lungo i secoli.


Il cielo sopra il Fogliano è spesso attraversato da aironi, falchi pescatori, cormorani, fenicotteri e decine di altre specie migratorie che scelgono queste acque come luogo di sosta o di nidificazione

Il rapporto tra uomo e lago, infatti, è antico e complesso. Già in epoca romana, l’area era sfruttata attraverso un sistema di canali, vasche e sbocchi al mare per la pesca e l’allevamento. Più tardi, nel Medioevo, il territorio passò sotto il controllo della famiglia Caetani, e fu proprio in epoca moderna, tra il Settecento e l’Ottocento, che l’area assunse l’aspetto che ancora oggi in parte conserva. Intorno alla fine del Settecento, i Caetani edificarono un piccolo borgo, Villa Fogliano, e un curioso complesso in stile inglese, la cosiddetta “Casina Inglese”, residenza di villeggiatura e di caccia destinata ad ospiti stranieri. Nei pressi della villa sorse anche un giardino botanico spontaneo, voluto da Ada Bootle Wilbraham, una nobildonna inglese appassionata di piante esotiche, che introdusse nel paesaggio pontino palme, eucalipti e araucarie, alcune delle quali sono ancora visibili. Oggi, il Lago di Fogliano è una meta ideale per chi desidera immergersi nella natura senza allontanarsi troppo dalla città. Un sentiero pianeggiante ne costeggia le rive per diversi chilometri, permettendo di passeggiare o andare in bicicletta tra canneti e pinete, in un silenzio rotto solo dal canto degli uccelli e dal fruscio del vento. L’area è attrezzata per visite naturalistiche, ed è spesso frequentata da fotografi, birdwatcher e famiglie in cerca di tranquillità. Pur senza l’affollamento turistico di altre località, il lago mantiene un fascino discreto, intimo, che lo rende particolarmente amato da chi ne scopre i sentieri e la storia.


Un sentiero pianeggiante ne costeggia le rive per diversi chilometri, permettendo di passeggiare o andare in bicicletta tra canneti e pinete, in un silenzio rotto solo dal canto degli uccelli e dal fruscio del vento

Ogni stagione ha il suo volto: la primavera porta i profumi del giardino, l’estate regala tramonti infuocati, l’autunno colora la vegetazione e l’inverno restituisce il lago alla sua dimensione più solitaria e contemplativa. Non è solo un luogo da visitare, ma da ascoltare. Fogliano non grida la sua bellezza, la sussurra a chi ha il tempo e la voglia di fermarsi.


Last modified: 23 Luglio 2025