IL TEMPIO DI GIOVE ANXUR

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Situato su un alto promontorio che domina il Mar Tirreno, il tempio rappresenta da secoli un punto di riferimento per chiunque percorra la Via Appia o navighi lungo la costa pontina

di Gabriele Rosatelli

Terracina, antica città del Lazio, vanta una storia millenaria che affonda le radici nell’epoca preromana, quando era conosciuta come Anxur, nome attribuito dai Volsci. Divenne poi colonia romana nel 329 a.C., assumendo un ruolo strategico grazie alla sua posizione tra Roma e Napoli. Il suo territorio, caratterizzato da colline e da una spettacolare falesia a picco sul mare, ha sempre esercitato un fascino particolare su viaggiatori, poeti e storici.

Il monumento più noto di Terracina è senza dubbio il cosiddetto Tempio di Giove Anxur. Si tratta di un santuario romano di età tardo repubblicana, costruito tra il II e il I secolo a.C. in cima al Monte Sant’Angelo, a circa 227 metri sul livello del mare. Il tempio era probabilmente dedicato a Giove fanciullo (Anxur era l’epiteto volsco di Giove giovane), ma alcuni studiosi ipotizzano che potesse essere stato consacrato anche alla dea Venus Obsequens o alla Fortuna.


Il tempio era probabilmente dedicato a Giove fanciullo (Anxur era l’epiteto volsco di Giove giovane), ma alcuni studiosi ipotizzano che potesse essere stato consacrato anche alla dea Venus Obsequens o alla Fortuna

L’identità stessa della divinità a cui era rivolto il culto è ancora oggi oggetto di dibattito tra gli archeologi, a causa di un’iscrizione ritrovata nel sito che menziona entrambi i nomi. Tuttavia, è la figura di Giove, nella sua veste di protettore e guardiano, a dominare l’immaginario collettivo e a legare indissolubilmente il tempio alla città.

Il santuario di Giove Anxur si distingue per la straordinaria armonia tra architettura e paesaggio. L’intero complesso si sviluppa su una grande terrazza artificiale, sostenuta da un impressionante sistema di arcate su due livelli, visibili ancora oggi e simbolo della perizia ingegneristica romana. L’area sacra comprendeva il tempio vero e proprio, un portico e una serie di ambienti destinati al culto e alle esigenze dei pellegrini. Il tempio, in stile tuscanico, era caratterizzato da una cella centrale preceduta da un pronao con colonne. L’orientamento dell’edificio verso il mare e la pianura sottostante sembra suggerire un legame con il culto solare e la protezione dei naviganti, oltre che con la fertilità dei campi. Gli antichi viaggiatori e pellegrini, giunti sulla terrazza, potevano godere di una vista mozzafiato che spaziava dal Circeo fino alle isole Pontine, un vero spettacolo naturale che aggiungeva solennità e mistero all’esperienza religiosa.


L’orientamento dell’edificio verso il mare e la pianura sottostante sembra suggerire un legame con il culto solare e la protezione dei naviganti, oltre che con la fertilità dei campi

La terrazza, lunga circa 90 metri e larga 40, era accessibile tramite una scalinata monumentale e racchiudeva il tempio, il portico e gli ambienti di servizio. In epoca romana, la terrazza era decorata con statue, altari e iscrizioni dedicatorie, molte delle quali sono oggi conservate nel Museo Archeologico della città. Il tempio di Giove Anxur era meta di pellegrinaggi e cerimonie religiose, soprattutto in occasione delle festività dedicate a Giove. I fedeli arrivavano da tutta la regione per offrire sacrifici, chiedere oracoli e ringraziare la divinità per la protezione accordata durante i viaggi o le attività agricole. Alcune fonti suggeriscono anche la presenza di pratiche di incubazione, in cui i devoti trascorrevano la notte nel santuario in attesa di sogni ispirati dal dio.


I fedeli arrivavano da tutta la regione per offrire sacrifici, chiedere oracoli e ringraziare la divinità per la protezione accordata durante i viaggi o le attività agricole

Il luogo sacro era anche un punto di osservazione privilegiato degli astri e delle costellazioni, e alcuni studiosi ipotizzano che le sue linee architettoniche fossero allineate con particolari eventi astronomici, in modo simile ai grandi santuari del Mediterraneo antico.

Il fascino del Tempio di Terracina non si esaurisce nell’archeologia. Nel corso dei secoli, le sue rovine hanno ispirato scrittori, artisti e viaggiatori, da Goethe a Stendhal, rapiti dalla grandiosità delle arcate e dalla posizione spettacolare a strapiombo sul mare.

Visitare il santuario significa non solo ammirare un capolavoro di ingegneria antica, ma anche entrare in contatto con i miti, le leggende e le storie che hanno attraversato i secoli e ancora oggi vivono nella memoria collettiva di Terracina e dei suoi abitanti.

Last modified: 23 Luglio 2025