NATURA, TRADIZIONE E CREATIVITA’

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In un’epoca in cui tutto scorre veloce, questa festa richiama i ritmi lenti e autentici di una comunità che sa ancora emozionarsi per il profumo di un campo fiorito, per un carro costruito con passione e per un applauso condiviso nella piazza del paese. Parteciparvi significa immergersi in una storia viva, che ogni anno si rinnova tra le montagne d’Abruzzo

di Gabriele Rosatelli

Ogni anno, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, il piccolo borgo abruzzese di Rocca di Mezzo si colora e si anima per la Festa del Narciso, un evento che affonda le sue radici nella tradizione e nella bellezza del paesaggio montano dell’Altopiano delle Rocche. I narcisi, fiori spontanei e delicati che sbocciano in massa nei prati attorno al paese, diventano protagonisti di una celebrazione che coinvolge tutta la comunità, in un mix unico di natura, creatività e folklore.


I narcisi, fiori spontanei e delicati che sbocciano in massa nei prati attorno al paese, diventano protagonisti di una celebrazione che coinvolge tutta la comunità, in un mix unico di natura, creatività e folklore

La festa nacque nel secondo dopoguerra, come gesto di rinascita e di speranza. Ispirati da celebrazioni simili viste negli Stati Uniti, alcuni emigrati di ritorno portarono a Rocca di Mezzo – paese vicino a Rocca di Cambio, dove ha avuto origine l’evento – l’idea di costruire carri decorati con fiori veri. Da allora, ogni anno, la preparazione della festa diventa un vero e proprio rito collettivo: intere famiglie e gruppi di amici si riuniscono per raccogliere narcisi, progettare strutture, costruire scenografie e infiorare ogni dettaglio dei carri che sfileranno la domenica pomeriggio. Nei giorni che precedono l’evento, l’atmosfera cambia. Il profumo dolce dei fiori riempie l’aria, le strade si animano di bambini e adulti impegnati nella preparazione, e il silenzio dei monti lascia spazio a voci, risate e canzoni.


La festa nacque nel secondo dopoguerra, come gesto di rinascita e di speranza. Ispirati da celebrazioni simili viste negli Stati Uniti, alcuni emigrati di ritorno portarono a Rocca di Mezzo – paese vicino a Rocca di Cambio, dove ha avuto origine l’evento – l’idea di costruire carri decorati con fiori veri

La domenica, le vie del paese si trasformano in un teatro a cielo aperto. I carri, ognuno con una storia da raccontare, sfilano tra due ali di folla. Ogni gruppo mette in scena un piccolo spettacolo, spesso accompagnato da costumi, musiche e recitazione. Le tematiche variano ogni anno: c’è chi racconta miti e leggende, chi omaggia la natura o le tradizioni locali, chi affronta temi attuali con ironia e creatività. Tutto è rigorosamente realizzato a mano, con una cura maniacale per i dettagli. Rocca di Mezzo, insieme a Rocca di Cambio e Ovindoli, dà vita a un evento che è molto più di una semplice sfilata. È un momento di identità collettiva, in cui si rinsaldano legami tra generazioni e si tramandano valori antichi come la collaborazione, il rispetto per la natura e l’orgoglio per il proprio territorio. La partecipazione è intensa e sentita, anche da parte di chi è tornato in paese solo per l’occasione, o da chi arriva da fuori attratto dal fascino della festa.

Last modified: 23 Luglio 2025