Immersa nella cornice naturale del Parco Nazionale del Circeo, sorge lungo la sponda orientale del Lago di Fogliano, nei pressi di Latina. Costruita alla fine del XVIII secolo dalla famiglia Caetani, è da sempre un luogo affascinante per la ricchezza della sua storia, la vegetazione mutevole e l’equilibrio tra architettura e paesaggio
di Gabriele Rosatelli
Fin dai tempi preistorici quest’area era abitata, come dimostrano punte di freccia e oggetti rinvenuti nel sottosuolo. Con l’arrivo dei Romani venne bonificata e dotata di canali e vasche, destinate alla pesca e all’allevamento, a testimonianza di un rapporto millenario tra uomo e natura. Nel Medioevo l’intera zona passò sotto il controllo dei Caetani: Papa Bonifacio VIII legò il suo nome a questi territori includendo Fogliano tra i possedimenti familiari insieme a Sermoneta, Ninfa e altri laghi costieri. Nel 1742 fu costruita la cosiddetta casina di caccia per ospitare ospiti illustri, come i nipoti del re Giacomo II Stuart. Solo nel 1877 fu realizzata la villa padronale e Villa Inglese, edificio dallo stile distintivo con travi in facciata, che ancora oggi ne caratterizzano l’aspetto.
Fiore all’occhiello del borgo era l’orto botanico, creato alla fine dell’Ottocento dalla duchessa Ada Bootle Wilbraham Caetani, appassionata di piante esotiche. È a lei che si deve l’introduzione di palme, eucalipti, araucarie e rose nel parco, alcune delle quali fanno ancora oggi parte del paesaggio naturale e contribuirono a rendere noto il luogo anche per le scenografie del film “Ben‑Hur”.
Fiore all’occhiello del borgo era l’orto botanico, creato alla fine dell’Ottocento dalla duchessa Ada Bootle Wilbraham Caetani, appassionata di piante esotiche
Negli anni ’20 l’abbandono dell’orto botanico ha favorito un processo di naturalizzazione spontanea: specie mediterranee come leccio, palma nana e alloro convivono con quelle esotiche, creando un ecosistema unico e un percorso sensoriale – perfino per non vedenti – grazie agli aromi e ai profumi intensi.
Negli anni ’20 l’abbandono dell’orto botanico ha favorito un processo di naturalizzazione spontanea: specie mediterranee come leccio, palma nana e alloro convivono con quelle esotiche, creando un ecosistema unico e un percorso sensoriale
La villa si sviluppa su due piani per circa 1.600 m². Negli anni ha subito interventi e rimaneggiamenti che l’hanno modificata; oggi forma un complesso unitario con la casina da caccia e ingloba i resti della chiesetta di Sant’Andrea, ormai sostituita da un edificio neogotico nelle vicinanze. Gli anni recenti hanno visto eventi traumatici e spinte al recupero. Nel 2022 una tromba d’aria ha devastato il borgo, abbattendo molte piante e compromettendo il sentiero costiero, richiedendo interventi di messa in sicurezza da parte dei Carabinieri Forestali. Parallelamente, diverse associazioni come Italia Nostra, Legambiente e Fondazione Caetani hanno promosso piani di ristrutturazione per la villa e il borgo, soprattutto del tetto, del giardino e delle coperture, mentre il borgo è stato incluso tra i “Luoghi del cuore” FAI per ottenere fondi. Oggi Villa Fogliano è visitabile solo dall’esterno, ma l’area circostante – che include il borgo, l’orto botanico, un museo ornitologico e un laboratorio di educazione ambientale – ospita iniziative di valorizzazione e coinvolgimento sociale. Tra queste, percorsi rivolti a studenti, passeggiate tematiche, eventi letterari e botanici dedicati alla flora e alla poesia del giardino. Il “Parco di Omero” ospita incontri, letture e installazioni dedicate alla duchessa Ada, esempio di sinergia tra storia, cultura e natura.
Oggi Villa Fogliano è visitabile solo dall’esterno, ma l’area circostante – che include il borgo, l’orto botanico, un museo ornitologico e un laboratorio di educazione ambientale – ospita iniziative di valorizzazione e coinvolgimento sociale
Villa Fogliano resta una testimonianza viva del dialogo tra natura e architettura, tra passato aristocratico e vocazione contemporanea alla conservazione. Merita di essere scoperta con lentezza, al tramonto o durante gli eventi nel giardino, per percepire l’anima di un luogo che accoglie storia, botanica e bellezza in un unico respiro.
Last modified: 23 Luglio 2025



