“DUILIO”, LA RISTORAZIONE COME STILE DI VITA

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La gestione della trattoria “Duilio – Stanghiggia” ad opera di Luigi Quattrocchi compie 5 anni. Tra tradizione e innovazione in cucina, l’ingrediente che non manca mai tra i tavoli è la familiarità

di Alessandro Casale

Come a casa, anzi in famiglia

A cinque anni dalla nuova gestione, percorrendo via Appia sud verso Cisterna di Latina, al civico 122, mentre ci si lascia alle spalle il monte Artemisio e Velletri, ancora oggi, sul lato destro della strada, l’occhio va sulla vecchia insegna della storica trattoria “Duilio – alias Stanghiggia”, dove resiste anche il cavallino rampante a memoria dell’attività di equitazione che per anni ha caratterizzato questa proprietà. Per Luigi Quattrocchi che la porta avanti dal 14 febbraio di un lustro fa la tradizione è uno dei pilastri su cui poggia l’idea di ristorazione in cui crede. La familiarità, dopotutto, non è soltanto il modo con cui viene spontaneo descrivere il clima che si respira in questo locale, ma è il sentimento stesso che lega Gigi – come viene amichevolmente chiamato – a questa parte di Velletri. “Sono legato a questo posto per la mia famiglia – ci racconta seduti a un tavolo della trattoria difronte al grande braciere in laterizi centrato sulla parete in fondo al locale – la levatrice che fece nascere mio padre arrivò portata a cavallo da Duilio”.


“Mi piace pensare che i clienti vengono per stare bene e non solo per mangiare bene”

Inoltre – prosegue – l’azienda della mia famiglia si trova qui vicino e spesso papà e nonno mi portavano qua, quando c’era l’alimentari, a mangiare un panino. Ho anche una foto dei miei genitori qui fuori prima che si sposassero”. Il legame profondo con questi luoghi ha certamente favorito la capacità di instaurare con i clienti quel rapporto informale che Gigi accompagna alla buona cucina, come un binomio indissolubile. “Mi piace sedermi con il cliente, farci una chiacchierata, tanti sono diventati amici – ci dice mentre risponde affabilmente alle nostre domande – mi piace pensare che i clienti vengono per stare bene e non solo per mangiare bene, non devono avere il concetto di andare a mangiare fuori ma l’idea di passare, durante la settimana, per trascorrere un po’ di tempo in buona compagnia, mangiando qualcosa”. Una sorta di momento in cui decantare le tensioni di una giornata lavorativa come tante prima di andare a casa.



Dalla zuppa di cavoletti al chissà cosa avranno preparato …ma sempre come natura comanda

Il valore aggiunto di trovare un ambiente accogliente e confidenziale non avrebbe senso se di base da “Duilio” non si gustasse una buona cucina. Come per tutte le attività che si muovono lungo il solco di una tradizione consolidata, l’obiettivo è quello di innovare senza stravolgere, guardare al nuovo senza perdere di vista ciò che è stato. Una doppia anima che non è facile gestire e che da “Duilio” viene interpretata proponendo alcuni piatti che ti aspetti di trovare sempre, come la zuppa di cavoletti, la carbonara e la zuppa di fagioli, insieme a pietanze sempre nuove che rispettino comunque il sacrosanto valore della stagionalità.


Insieme ai piatti che ti aspetti, in menù ci sono pietanze sempre nuove che rispettino comunque il sacrosanto valore della stagionalità

A novembre è facile trovare gli gnocchetti con zucca, guanciale e pecorino, mentre in questo periodo la zucca è sostituita dal carciofo che viene proposto in molteplici varianti (immancabile quella sfiziosa alla giudia) e a primavera faranno la loro comparsa nei piatti il pesce delle coste laziali e le verdure più varie.
I menù vengono variati spesso per non far perdere mai il gusto di soddisfare la curiosità di conoscere ciò che la cucina avrà deciso di proporre. Anche i dolci rispettano gli stessi criteri e, a fine pasto, tutto ciò che delizia il palato viene assolutamente realizzato in casa, compresi i componenti accessori, come la crostata di ricotta e visciole, il tiramisù con la pasta di savoiardo e i tortini al cioccolato con cuore caldo e alle mele.



Trattoria & bottega all’insegna del “mangiar bene”

In cucina – afferma Gigi quando la nostra curiosità scruta un espositore ben curato di prodotti confezionati che notiamo tra il braciere e la porta ad ante battenti che si apre sul regno dei fornelli – non ti inventi più niente”. Il segreto sta allora nella qualità dei prodotti e delle materie prime utilizzate, nel rispetto dei periodi durante i quali la natura ce li mette a disposizione e, ovviamente, nella capacità di equilibrare i sapori senza alterarne la genuinità, contro l’utilizzo di creme e intingoli quando camuffano anziché valorizzare i piatti. Per questo nella trattoria “Duilio” è possibile trovare delle prelibatezze sceltissime selezionate da “Il Mangiarbene” (creatori, cercatori e agevolatori di eccellenze alimentari) tra le quali le alici del Mar Cantabrico, il prosciutto di Norcia tagliato a mano e l’Iberico, una varietà di formaggi freschi, semistagionati e stagionati affinati dal rinomato Antonello Egizi.


Da “Duilio” si può trovare un corner de “Il Mangiarbene”, eccellenze selezionate confezionate che è possibile gustare sul posto o portare via

Prodotti che è possibile consumare sul posto oppure portarsi via. Ideali anche per confezionare regali durante le festività o portare un presente per tutte le occasioni. L’idea della bottega in trattoria è importata da regioni come la Toscana e l’Umbria dove funziona già da tempo. “Con i prodotti che offre il nostro territorio – puntualizza Gigi – potremmo allestire una bottega nostrana ma forse non siamo ancora pronti in quanto da noi manca questo tipo di cultura”. La strada è tuttavia segnata e la cantina di soli vini di zona di Velletri, Lanuvio e Marino, ne è l’assaggio e rappresenta un modo di intendere la ristorazione che si fa stile di vita. Auguri “Duilio”, auguri Gigi.



Aperti a pranzo e a cena dal giovedì alla domenica.
Per info e prenotazioni: 06 9436 9548

www.ilmangiarbene.it

Last modified: Febbraio 14, 2024